SERIE D – TUTTO QUELLO CHE C’E’ DA SAPERE DEL DERBY REGIONALE DI DOMENICA CONTRO LA VIRTUS BOLZANO

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Purtroppo, la sconfitta di Campodarsego ha risucchiato la nostra Prima Squadra nella zona play-out: i gialloblù – a 12 punti – occupano il sestultimo posto in una classifica che lascia alle loro spalle solo cinque squadre e che risulta molto “corta”: per questo ogni punto vale doppio, tanto più quelli in palio nel derby contro la Virtus Bolzano che, grazie al munifico fatturato casalingo, dopo il successo contro la Luparense (quarto in cinque gare al “Righi”) è salita a ai margini della zona play-off , quattro lunghezze sopra il team di Claudio Rastelli.

LA SITUAZIONE

Reduci da tre risultati utili, a Campodarsego i nostri avevano iniziato con il piede giusto passando in vantaggio su rigore con Musetti, per subire poi la rimonta dei padovani favoriti da alcuni errori individuali (rigore sprecato e rete subita da centrocampo). Se ai gialloblù la remuntada è risultata fatale, non altrettanto è successo agli altoatesini che, in vantaggio di due reti, si sono fatti raggiungere dalla Luparense prima di piazzare, in extremis, la rete da tre punti.

L’AVVERSARIO

L’Associazione Calcio Virtus Bolzano è l’ultima emanazione, in ordine temporale, del calcio targato BZ. La prima rappresentante del capoluogo altoatesino sui campi di gioco fu l’AC Bolzano, fondato nel 1931; dopo una estemporanea “migrazione” di titolo ed organico alla “Veneta” (riferimento del quartiere di Oltrisarco) il Bolzano si ricostituisce e nel 1938 e assapora il profumo della Serie B. Nel dopoguerra, tra alti (anche un’altra esibizione tra i “cadetti”) e bassi (la retrocessione in Promozione), la fusione con l’Oltrisarco e il cambio di denominazione sociale (diventa Football Club Bolzano), le sorti del team puntavano progressivamente alla sparizione, mentre cresceva la realtà Südtirol (nata a Bressanone sulle fondamenta Milland) e si radicava sempre di più la Virtus Don Bosco, fondata nel primo dopoguerra, concentrata inizialmente sul settore giovanile e andata a formare nel 2015 un unico sodalizio assieme all’FC Bolzano 1996.

Ora il team biancoverde, condotto dal presidente Robert Oberrauch, ex stella dell’hockey bolzanino, ha nella continuità una delle sue caratteristiche peculiari: dal 2015 ad oggi ha disputato cinque tornei di Serie D(miglior piazzamento il sesto posto nel torneo 18-19) e vinto tre volte l’Eccellenza regionale. Alleato dei bolzanini è l’“Internorm Arena”, un fortino quasi invalicabile: 13 dei 16 punti in classifica sono stati raccolti lì, mentre lontano da casa la Virtus non ha mai vinto, portando via 3 pareggi in 5 partite.

Nella rosa affidata per la sesta stagione consecutiva ad Alfredo Sebastiani (nella foto), 57 anni originario de L’Aquila (gavetta nelle giovanili del Südtirol, un’esperienza in Inghilterra al Watford; in biancoverde quattro campionati di Serie D e due vittorie in Eccellenza) giovani pimpanti e giocatori navigati che si sono ben amalgamati e producono un calcio propositivo e veloce. La punta di diamante è lo spagnolo 24enne Gabriel Osorio Otero, 17 reti la passata stagione in Eccellenza, già a quota 5 quest’anno; da non sottovalutare il centrocampista 22enne (ha festeggiato il compleanno giovedì) Yassin Bounou, dal 2016 in prima squadra dove ha firmato 19 reti in sei stagioni (in goal quest’anno a Cartigliano) e il coetaneo nigeriano David Okoli, ex Porto Tolle, a segno da tre turni di fila in casa contro Dolomiti, Caldiero e Luparense. Il reparto offensivo conta anche su un bomber “viaggiante” come Davide Cremonini, 26enne “bandiera” della Virtus, in rete a Campodarsego e Caldiero Terme. Da tenere d’occhio  pure gli inossidabili Kaptina: il 36enne Elis è goleador di mestiere (quasi ottanta le sue reti tra Eccellenza e Serie D nell’ultima decade) e il 29enne centrocampista Arnaldo tornato a Bolzano dopo una fugace apparizione a Chioggia. Partita da ex per Emil Grezzani, 20 “gettoni” in gialloblù nello scorso torneo. Rosa bolzanina ricca di stranieri (sono 6; meno solo di quelli del Campodarsego) e prolifica (con 21 reti è il miglior attacco del girone): si preannuncia un derby complicato per i nostri.

I PRECEDENTI

In Serie D Levico e Virtus Bolzano si sono affrontati complessivamente 5 volte: il bilancio è favorevole agli altoatesini che si sono imposti in 3 incontri; l’unico successo gialloblù è l’1-0 del 31 marzo 2019 quando in viale Lido fu Fabio Bertoldi a decidere il derby. Casalingo anche l’unico pari tra le due formazioni datato 19 marzo 1917: allora fu un altro grande bomber, Raffaele Baido a rimontare; si tratta anche dell’unico punto conquistato dai bolzanini al “Lido Park” dove sono stati eliminati, a fine agosto, dalla Coppa Italia grazie alle reti di Gubellini e Moraschi.

L’APPUNTAMENTO

Gioca ancora a Calceranica al Lago la Juniores Nazionale che, dopo lo stop di misura ad Este nel turno infrasettimanale (2-1) affronta (sabato 12 novembre, ore 14:30) la Dolomiti Bellunesi un punto dietro in classifica.

Il derby Levico Terme – Virtus Bolzano si gioca invece al “Lido Park” domenica 13 novembre con inizio alle ore 14:30. A dirigere il derby è stata designata una terna bolognese guidata da Clemente Cortese (con gli assistenti Andrea Pelotti e Nicolò Selleri), dalla lunga esperienza in quarta serie arrivando domenica a fischiare per la 32esima volta in Serie D; è alla “prima” sia con il Levico Terme che con i bolzanini.

TERZO TEMPO

A fine match, TERZO TEMPO gialloblù: il tema, data la visita dei “cugini”, sarà KNÖDLFEST, con i canederli trentini e birra, musica e giochi a premi per i tifosi che sono invitati a fermarsi dopo aver sostenuto i gialloblù gridando, come sempre: FORZA LEVICO!