SERIE D – TUTTO QUELLO CHE C’E’ DA SAPERE DELLA SFIDA DI DOMENICA CONTRO LA DOLOMITI BELLUNESI

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Trasferta insidiosa per i nostri ragazzi della Prima Squadra. Domani, alle ore 14.30, capitan Rinaldo e compagni saranno di scena a Belluno sul campo della Dolomiti Bellunesi che, grazie al burrascoso successo a Caldiero Terme nell’ultimo turno, ha scavalcato i gialloblù in classifica.

LA SITUAZIONE

La seconda sconfitta consecutiva del team di Claudio Rastelli (battuto a Campodarsego e superato di misura nel derby casalingo con la Virtus Bolzano) ha appesantito la classifica dei gialloblù che, a quota 12 punti, occupano ancora la miglior piazza nel set delle compagini della zona play-out, ma ora sono “braccati” da Montecchio Maggiore, Cjarlins Muzane e Montebelluna (un punto sotto) e dal Torviscosa che, facendo il colpaccio a Chioggia, si è rimesso in scia (9 punti). I bellunesi, invece, dalla battaglia di Caldiero hanno raccolto il massimo in punti ed espulsioni: da una parte la rete di Svidercoschi vale il sorpasso su Montecchio Maggiore, Villafranca e sui gialloblù; dall’altra i cartellini rossi a Cucchisi e Alex Cossalter (2 marcature in campionato, in rete contro il Levico l’anno scorso) priveranno i veneti di due titolari domenica.

STORIA E GEOGRAFIA

Belluno è la città splendente: il suo nome infatti deriva dalle radici celtiche beldunum  che significano rispettivamente brillante e fortificazione. Vanta una lunghissima storia (di oltre 21 secoli) impossibile da riassumere in breve; vale però la pena ricordare che la città è stata decorata al valor militare per la Guerra di liberazione ed insignita della medaglia d’oro al valor militare per la sua attività nella lotta partigiana durante la Seconda guerra mondiale. Si tratta degli ultimi, tra i tanti, eventi tragici che hanno costellato il percorso storico del capoluogo bellunese collocato alla confluenza del torrente Arda con il Piave, fiume sacro alla Patria perché teatro dei fatti bellici conclusivi della Grande guerra. Geograficamente rappresenta il “centro” della Valbelluna, territorio del quale ha anche raccolto le forze calcistiche nel 2021: Feltre e Sedico infatti vi distano non più di 30 chilometri.

L’AVVERSARIO

La società bellunese, guidata dal presidente Alberto Lazzeri, è il frutto di un accordo che ha riunito Union Feltre, San Giorgio Sedico e Belluno 1905 per formare un’unica società denominata Dolomiti Bellunesi. Partita quest’anno con grandi ambizioni e costruita affidandosi alle note capacità del Direttore generale, il bolzanino Luca Piazzi, già Direttore sportivo a Mezzocorona e al Südtirol, in campionato ha però raccolto poco e solo all’undicesima giornata è uscita dalla “zona calda”. La squadra, affidata alla guida tecnica di Diego Zanin, nelle prime dieci gare ha incassato sei sconfitte, bilanciate solo parzialmente dalle vittorie con Torviscosa, Este e Montecchio Maggiore; ci sono voluti i tre punti strappati con i denti a Caldiero (con in panchina  Alberto Lazzari) per scalare una classifica preoccupante.

La storia del calcio bellunese affonda le proprie radici all’inizio del secolo scorso; il Belluno fu fondato infatti nel 1905 raggiungendo il proprio vertice sportivo negli anni ’70 (dal ‘71 al ‘76 cinque stagioni in Serie C) e all’inizio degli anni 2000 (quando partecipa a due tornei di Serie C2); una storia dall’andamento simile ad un otto volante, sia per quanto concerne i risultati sportivi (promozioni e retrocessioni si susseguono ritmicamente), sia per quanto attiene la denominazione sociale, modificata almeno una decina di volte.

Ora la Dolomiti Bellunesi riparte da un progetto territoriale con una rosa nella quale spiccano i nomi del centrocampista ventiduenne Filippo Artioli (due stagioni in Serie C, da 3 in D), in goal quest’anno con Torviscosa e Cartigliano, della punta 23enne Sebastiano Svidercoschi, scuola Lazio¸ arrivato dal Monterotondo con 11 reti sul tabellino personale e tornato a segnare domenica dopo un digiuno di due mesi (in rete a Bolzano, quarta giornata) e del difensore Sebastiano Sommacal, da oltre dieci anni a Belluno. Il marchio di fabbrica del calcio bellunese dell’ultima decade rimane però il 34enne Simone Corbanese, all’undicesima stagione nelle fila dei veneti per i quali ha segnato complessivamente 162 reti (più 16 a Montebelluna, in D, nella stagione 2011-12); quest’anno è già a quota 4 in campionato (da tre punti i goal con Este e a Montecchio).

Sono due gli ex dell’incontro: Riccardo Pettinà (24 presenze e due reti l’anno scorso a Levico) che però non ha sistemato il “problema” difesa (con 20 reti incassate la Dolomiti è la seconda peggiore del lotto) e Filippo Vinciguerra (26 partite e 2 goal da noi nella passata stagione) che non ha ancora potuto mostrare in campo la sua maglia numero 90  in campionato causa un brutto infortunio al ginocchio rimediato in coppa contro di noi.

I PRECEDENTI

In Serie D il Levico ha incrociato sei volte il Belluno in tutte le sue più variegate e recenti denominazioni: contro l’Ital-Lenti nella stagione 2015-16 ha pareggiato al viale Lido (1-1 con rete di Mattias Tessaro) e perso di misura in trasferta (1-2, goal della bandiera di Piccinini); nel torneo 2018/19 le due squadre si sono divise la posta in entrambi gli incontri (0-0 a Belluno, 1-1 a Levico, marcatura di Fabio Bertoldi); nella passata stagione esordio da brividi in terra veneta (4-1, rigore di Ismet Sinani), ma “vendetta” al “Lido Park” grazie al golazo in rovesciata di Nicolas Santuari lo scorso 3 marzo. Questa resta anche l’unica vittoria levicense negli scontri diretti in campionato il cui bilancio parla anche di 2 successi bellunesi e 3 pareggi.

L’APPUNTAMENTO

Ricordando che la formazione Juniores Nazionale di Oscar Demattè cerca riscatto al “Lido Park” (anch’essa dopo due sconfitte di fila) ospitando sabato 19 novembre, alle ore 14:30,  il Montecchio Maggiore secondo in classifica con 21 punti a due lunghezze dalla capolista Este (il Levico è settimo a quota 16), quantifichiamo in 93 i chilometri (un’ora e mezza di macchina lungo la Valsugana e, da Primolano, la SS 50 delle Dolomiti) che separano Levico dal “Polisportivo Baldenich”, in piazzale della Resistenza a Belluno, che alle 14:30 di domenica 20 novembre vedrà scendere di nuovo in campo i gialloblù. L’incontro sarà arbitrato da Nicolò Rodigari  (nella foto)di Bergamo (assistenti Matteo Merloni di Ravenna e Tommaso Mambelli di Cesena) alla 49esima direzione in Serie D, l’ottava nel girone C dove ha fischiato nel match Belluno-Chions dell’1 dicembre 2019 finito 4-1; nessun precedente invece con il Levico. Rodigari riprende ad arbitrare dopo lo stop successivo al match Pistoiese-Forlì (0-2) nel corso del quale il fischietto bergamasco aveva commesso un errore tecnico ammonendo il pistoiese Arcuri (per Biagioni), poi espulso a causa di un secondo “giallo”. Partita da ripetere anche per l’ammissione dell’errore da parte della giacchetta nera fermata per un mese in attesa degli esiti del ricorso dei toscani; peggio è andata al tecnico della Pistoiese, Emmanuel Cascione, esonerato dopo la sconfitta subita contro il Forlì; che dunque è costata cara solo a lui.

Quindi occhio ai cartellini e tutti a Belluno per ripartire e sostenere la squadra anche domenica, gridando, come sempre: FORZA LEVICO!

Lux